Agricoltura di Precisione e Comunità: Come SCI-FI(T) Trasforma i Dati Climatici in Inclusione Sociale
Introduzione
Quando si parla di Agricoltura di Precisione il primo strumento che viene in mente è spesso la stazione metereologica. Ma cosa succede quando la tecnologia 4Agri non si limita a inviare dati a un server, ma diventa il fulcro di un processo comunitario di apprendimento, inclusione e supporto alle decisioni? Nel progetto SCI-FI(T), SCIence For Inclusion Two, finanziato dal programma IMPETUS – Citizen Science Accelerator, nell’ambito di Horizon Europe le stazioni meteo installate all’interno di Primopasso, un percorso di agricoltura sociale attivo presso l’Azienda Agricola Giuseppe Maggiori a Colloredo di Monte Albano (UD), non sono “solo” sensori: sono aule all’aperto, strumenti di empowerment e nodi di una rete che trasforma dati climatici locali in bollettini comprensibili e azioni concrete. Questo articolo fa un focus tecnico e sociale sull’infrastruttura di monitoraggio 4agri al cuore del progetto, mostrando come la tecnologia più avanzata trovi il suo massimo valore quando viene messa nelle mani (e nelle teste) di una comunità coesa.
La sfida: Un Territorio tra Clima, Digital Divide e Bisogno di Comunità
Il panorama agricolo del nostro territorio, come molti altri, è stretto nella morsa di una triplice complessità.
- La Sfida Climatica e Produttiva: Gli eventi meteorologici estremi, le primavere anticipate, le gelate improvvise e l’andamento irregolare delle piogge rendono l’agricoltura un’attività ad alto rischio. Le decisioni tradizionali, basate sull’esperienza, hanno bisogno di essere integrate da dati oggettivi, iper-locali e in tempo reale per mitigare i rischi, ottimizzare le risorse (come l’acqua) e salvaguardare le colture. È il dominio naturale dell’Agricoltura di Precisione, ma il suo accesso non è scontato.
- La Sfida Digitale e dell’Accesso: Le innovazioni tecnologiche spesso viaggiano su canali riservati a chi possiede competenze specifiche, mezzi economici o una formazione tecnica. Questo crea un divario digitale e conoscitivo che esclude piccole e medie aziende agricole e, ancor più, quelle fasce della popolazione già marginalizzate, come persone con disabilità cognitive o problemi di salute mentale. La tecnologia rischia così di diventare un ulteriore fattore di disuguaglianza.
- La Sfida Sociale e dell’Inclusione: Il bisogno di creare percorsi di benessere, empowerment e inclusione lavorativa per persone fragili è costante. Servono contesti autentici, non assistenziali, dove le capacità possano essere valorizzate, le relazioni costruite e un ruolo sociale riconosciuto. L’agricoltura sociale, come quella praticata nell’Azienda Agricola Giuseppe Maggiori, rappresenta una risposta potente, ma può essere ulteriormente potenziata.
È in questo crocevia di esigenze che si inserisce il progetto, con i suoi partner fondamentali: il Centro di Salute Mentale di Udine, che segue i partecipanti; la comunità degli agricoltori locali, destinatari finali dei servizi sviluppati; e il tessuto del terzo settore. La domanda di partenza è ambiziosa: come creare un circolo virtuoso dove il monitoraggio ambientale necessario all’agricoltura diventi contemporaneamente un percorso di cura, apprendimento e partecipazione civica?
La soluzione
SCI-FI(T) non ha cercato una soluzione tecnologica fine a sé stessa, ma ha progettato un processo sociale abilitato dalla tecnologia. La soluzione risiede nella creazione di una vera e propria “comunità di pratica“, dove ogni attore contribuisce con il proprio sapere: l’agricoltore con la conoscenza del terreno, l’educatore con le metodologie di facilitazione, il cittadino con la propria esperienza, la persona fragile con la propria sensibilità e capacità di osservazione.

Cosa è stato fatto?
Il progetto si sviluppa su tre assi principali, intrecciati tra loro:
- I Dati Partecipati: Nel campo sono stati installati stazioni che misurano parametri cruciali: temperatura dell’aria e del suolo, umidità relativa, piovosità, bagnatura fogliare. Ma qui la tecnologia non è automatica e distante. I partecipanti al progetto, affiancati da tecnici, diventano i custodi attivi di questi dati. Imparano a leggere i dati, a scaricare le informazioni, a osservare le correlazioni tra ciò che il sensore registra e ciò che l’occhio vede nella pianta. È un’attività di “campionamento” che si trasforma in momento formativo, di responsabilità e di scoperta condivisa.

- La Trasformazione Creativa: Dai Numeri ai Bollettini Narrativi: Il dato grezzo ha poco valore se non viene interpretato e comunicato. Qui avviene la magia più grande. Il gruppo, utilizzando strumenti digitali semplici (fogli di calcolo condivisi, tool di grafica intuitivi), traduce collettivamente le serie numeriche in “racconti” utili. Nascono così i Bollettini Agricoli Creativi, non freddi report tecnici, ma strumenti visivamente accattivanti, con infografiche, icone e testi chiari che spiegano: “Questa settimana l’umidità è stata alta, attenzione a possibili malattie fungine per le viti” o “Le temperature minime sono scese sotto la soglia critica, proteggere gli ortaggi teneri”. Questi bollettini, distribuiti via canali digitali e cartacei, diventano un servizio concreto e accessibile per gli agricoltori della zona, abbattendo le barriere linguistiche della tecnica.

- Il Giardino Sensoriale come Laboratorio Vivente e Co-Progettato: Se il campo è il luogo della misurazione, il giardino sensoriale è il luogo della sperimentazione e dell’esperienza. Non un giardino preconfezionato, ma un’opera collettiva in divenire. Attraverso workshop di co-progettazione, i partecipanti con un ruolo centrale delle persone con fragilità immaginano e realizzano “stazioni”: un’area dedicata agli insetti impollinatori, una all’aroma delle erbe officinali, un’aiuola che mostra le piante resistenti alla siccità. È scienza applicata, arte e terapia occupazionale fuse insieme. La guida audio, registrata con le voci dei protagonisti che raccontano storie, descrivono sensazioni o riportano i suoni del campo, renderà questo spazio un patrimonio di conoscenza esperienziale e inclusiva, accessibile a tutti, anche a chi ha disabilità visive.

Con quali obiettivi e risultati attesi?
L’ Obiettivo Agronomico-Ambientale: Migliorare la resilienza climatica delle aziende coinvolte attraverso informazioni micro-climatiche puntuali, promuovendo pratiche di Agricoltura di Precisione a bassa soglia di accesso. L’Obiettivo Socio-Educativo: Fornire ai partecipanti fragili un percorso riconosciuto di acquisizione di competenze (digitali, scientifiche, relazionali), aumentandone l’autostima, l’autonomia e l’integrazione sociale. L’Obiettivo di Comunità: Rafforzare il legame tra il mondo agricolo, i servizi socio-sanitari e la cittadinanza, dimostrando che il benessere della comunità passa attraverso la collaborazione tra settori diversi. L’Obiettivo di Sistema: Produrre un modello metodologico documentato e replicabile – il “modello SCI-FI(T)” – che possa essere adottato da altre realtà di agricoltura sociale in Italia e in Europa, mostrando come i fondi per l’innovazione (come quelli di Horizon Europe attraverso il finanziatore IMPETUS) possano generare impatti trasversali.
Conclusione e chiusura
SCI-FI(T) è molto più di un progetto di raccolta dati. È una filosofia operativa che dimostra come le grandi transizioni, quella digitale, quella ecologica, quella sociale non possano essere affrontate separatamente. In questo esperimento, l’Agricoltura di Precisione 4agri smette di essere una questione esclusivamente tecnologica e diventa un processo di comunità, in cui la precisione non riguarda solo il dosaggio di un input, ma la cura delle relazioni, l’accuratezza nell’includere, la misura esatta di valore creato per ogni attore del territorio. I risultati attesi sono un raccolto multiforme: campioni più informati, cittadini più coinvolti, individui più forti e una comunità più interconnessa. Sta crescendo, letteralmente nel terreno friulano, la prova che un sensore può misurare l’umidità del suolo e, allo stesso tempo, irrigare il tessuto sociale.
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Per avere più informazioni in merito al progetto clicca qui: https://sites.google.com/primoprincipio.it/science-for-inclusion/science-for-inclusion-2024 e guarda il video: https://www.youtube.com/watch?v=F15e_DJw5-Q





